Analfabeti religiosi, poca fede nel Risorto

11666045_932136740165587_1686700143460008115_nQuanti slogans !

Quanti gli scandalizzati di casa nostra !

Quanti parlano di blasfemia!

Io condivido chi ha detto che è un sincretismo tra ideologia e ignoranza religiosa
http://www.news.va/…/il-crocefisso-inconsueto-donato-al-pap…

C’è da dubitare che quella croce non abbia fatto del bene anche alla falce e martello, visto che stava tra due ladroni ?

Per chi ha studiato e ha fede : c’è da dubitare che quella croce non abbia redento anche la falce e il martello, visto che stava tra due ladroni ?
Meno scandalo e più fede per favore !

Un altro particolare.

Chi di noi almeno una volta nella vita non ha ricevuto un regalo poco gradito, inutile, forse incomprensibile, anche insensato. E come si suol dire: si è fatto buon viso a cattivo gioco.  E Papa Francesco cosa avrebbe potuto ?

E’ sufficiente leggere quanto riportato per esempio in Vatican Insider a cura di Andrea Tornielli il 10 luglio 2015.

Il Papa prima di lasciare la Bolivia ha deposto ai piedi di una statua di Maria le due decorazioni ricevute mercoledì scorso dalle mani del presidente Evo Morales. Una di queste onorificenze, una catena con un grosso medaglione, portava incisa la figura del Cristo crocifisso sulla falce e martello, immagine disegnata da padre Luis Espinal, il gesuita assassinato nel marzo 1980 in Bolivia.

«Questa mattina – informa una nota del portavoce vaticano padre Federico Lombardi – Papa Francesco ha celebrato la santa messa nella cappella della residenza privata dell’arcivescovo emerito di Santa Cruz de la Sierra. Al termine della celebrazione eucaristica il Santo Padre ha consegnato alla Vergine di Copacabana, patrona della Bolivia, le due onorificenze conferitegli mercoledì dal Presidente dello Stato, Evo Morales, nel corso della visita di cortesia al palazzo Presidenziale a La Paz».

Bergoglio ha accompagnato il suo gesto con queste parole: «Il signor Presidente della nazione, con un gesto caloroso ha avuto la delicatezza di offrirmi due onorificenze in nome del popolo boliviano. Ringrazio l’affetto del popolo boliviano e ringrazio per questa finezza, per questa delicatezza, il signor Presidente. Vorrei lasciare queste due decorazioni alla Patrona della Bolivia, alla Madre di questa nobile nazione, perché si ricordi sempre del suo popolo e dalla Bolivia, dal santuario dove vorrei che fossero, si ricordi del successore di Pietro e di tutta la Chiesa, e li protegga dalla Bolivia».

«Madre della Bolivia – ha concluso pregando il Papa – Madre del Salvatore e Madre nostra, tu, Regina della Bolivia, dall’alto del tuo santuario di Copacabana presta attenzione alle suppliche e alle necessità dei tuoi figli, specialmente dei più poveri e abbandonati, e proteggili. Ricevi come ossequio del cuore della Bolivia e come mio affetto filiale i simboli di vicinanza e di affetto che – a nome del popolo boliviano – mi ha donato con affetto cordiale e generoso il signor Presidente Evo Morales Ayma, in occasione di questo viaggio apostolico che ha confidato nella tua sollecita intercessione».

«Ti chiedo che questi riconoscimenti – ha concluso Francesco – che lascio qui in Bolivia ai tuoi piedi, e che ricordano la nobiltà del volo del condor nei cieli delle Ande, e la commemorazione del sacrificio di padre Luis Espinal, siano emblema dell’amore perenne e dalla perseverante gratitudine del popolo boliviano alla tua sollecita e forte tenerezza. In questo momento metto nel tuo cuore le mie preghiere per tutte le richieste dei tuoi figli, che ho ricevuto in questi giorni, tante, Madre: ti supplico che le ascolti. Concedi a loro il tuo respiro e la tua protezione, e manifesta a tutta la Bolivia la tua tenerezza di donna e di madre di Dio».

Sostegno al circo mediatico

OLTRE IL MOMENTO e oltre …… l’attimo fuggente.

thumbSono trascorsi non più di dieci giorni da quando un <banale> e apparente <innocuo> avviso in una bacheca oratoriana ha superato improvvisamente lo spazio della bacheca, il cancello di ingresso e l’orizzonte della locale comunità educativa pastorale (CEP).

Il <circo mediatico> ha trovato subito un nuovo numero, probabilmente enfatizzato per il luogo di provenienza: un oratorio !

Evidenziare <un testo fuori dal contesto> è stato un bel gioco, miscelando bene una dose di intuito e, come nelle migliori ricette, un q.b di ironia e furbizia, e forse anche un pizzico di cattiveria.

Non cattiveria malvagia, ma quella che è sufficiente per provocare una reazione, mettere in difficoltà, stuzzicare una scorrettezza nel gioco, interrogare con un tranello.

La razionalità in queste circostanze è quasi fuori gioco in partenza, e la logica è un’arma spuntata.

Prevale la novità, ciò che sembra irrazionale e illogico, e soprattutto quel desiderio di trovare l’errore, il controsenso, l’incoerenza che cerca di scalzare un’autorevolezza questa volta educativa, e inoltre ancora una volta l’esclamazione e l’interrogativo: da che pulpito viene la predica ?

La notizia diviene in fretta, troppo velocemente, una pallottola vagante senza una meta preordinata: il cartello diventa <virale> come si usa dire, quasi come un virus che si espande con una moltiplicazione esponenziale.

Provvidenzialmente oggi questi virus quasi si autodistruggono altrettanto velocemente, annullati da altri che improvvisamente sorgono: rimangono però segni quasi indelebili e latenti, ma pronti a manifestarsi non appena altre circostanze simili ne provocano l’emersione, contribuendo a supportare luoghi comuni e sospetti alcuni veri e molti altri infondati.

Non penso che di fronte a questa vicenda ci sia solo da ringraziare il buon Dio perché si è rimasti esenti, e nemmeno chiudere la vicenda con un semplice <ormai non se ne parla più>.

Provvidenzialmente il comunicato stampa <successivo e correttivo> ha avuto un qualche riscontro, ma come in altre vicende, talvolta dolorose che ci coinvolgono, mai ha un riscontro e un effetto, anche emotivo, almeno pari ai primi lanci della notizia e ai primi clamori.

E’ una vicenda che ci potrebbe /dovrebbe aiutare a qualche riflessione e condivisione per comprendere sempre più le tante, e talvolta rischiose, dinamiche che interessano il mondo della comunicazione, che facilmente diviene <sociale> e ancora più si presenta nel cortile digitale senza mura e cancelli, a partire da una bacheca, pensata con passione per i vicini prossimi, e che diviene universale/cattolica.

E’ una vicenda che ci potrebbe/dovrebbe stimolare a capire innanzi tutto e ad agire di conseguenza nell’orizzonte di una formazione minimamente specifica anche per l’area della cosiddetta <comunicazione sociale> . Si tratta di un <cortile>, cortile digitale, che chiede assistenza-presenza con le attenzioni specifiche per questo ambiente <nuovo> rispetto a tanti altri ambienti già conosciuti.

Ancora una volta forse una ulteriore occasione per capire le situazioni a partire dal fuori di se, dall’altro, dalla periferia.

ARTICOLI DI RIFERIMENTO

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/si-accettano-solo-bambini-normali-polemica-su-un-cartello-1.1028392

http://www.bolognatoday.it/cronaca/istituto-salesiani-bologna-centri-estivi-bambini-normali-cartello.html

 

COMUNICATO STAMPA

Alcuni doverosi chiarimenti in merito all’articolo di Fanpage.it del 4 giugno 2015 pubblicati il giorno stesso all’indirizzo: http://www.salesianilombardiaemilia.it/it/news-salesiani-lombardia-emilia/comunicati-stampa/item/990-alcuni-doverosi-chiarimenti-in-merito-all-articolo-di-www-fanpage-it-del-4-giugno-2015-comunicato-stampa.html